SENZA TROPPE PAROLE

 

 

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.
 

 

 

DIS.

 

 

 

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IL BARONE RAMPANTE

 

 ABBRACCIO

 

L’amore riprendeva con una furia pari a quella del litigio. Era difatti la stessa cosa ma Cosimo non ne capiva niente.
- Perché mi fai soffrire?- Perché ti amo.
Ora era lui ad arrabbiarsi: – No, non mi ami! Chi ama vuole la felicità, non il dolore.
- Chi ama vuole solo l’amore, anche a costo del dolore.
- Mi fai soffrire apposta, allora.- Sì, per vedere se mi ami.
- Il dolore è uno stato negativo dell’anima.- L’amore è tutto.
- Il dolore va sempre combattuto.- L’amore non si rifiuta a nulla.
- Certe cose non le ammetterò mai.- Sì che le ammetti, perché mi ami e soffri.
- Tu ragioni troppo. Perché mai l’amore va ragionato?
- Per amarti di più.

Ogni cosa, a farla ragionando, aumenta il suo potere. Era questo il crudele modo che loro avevano d’amarsi, e non trovavano più la via d’uscirne.

 

 

( I. Calvino )

 

 

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NON VOGLIO CHE TU TE NE VADA, dolore

 

Non voglio che tu te ne vada,

dolore.

Ultima forma di amare.

Mi sento vivere quando mi fai del male

non in te, né qui, più lontano:

nella terra, nell’anno

da dove vieni tu,

nell’amore con lei

e tutto ciò che fu.

In questa realtà sprofondata,

che si nega a se stessa e si ostina

che mai è esistita,

che fu solo un mio pretesto per vivere.

Se non mi rimanessi tu dolore,

incontrastabile,

io lo crederei;

però mi rimani tu.

Che tu sia realtà mi da la sicurezza

che niente fu menzogna.

E fin quando io ti sento,

tu sarai per me, dolore,

la prova di un’altra vita,

in cui non mi affliggevi.

La grande prova, a distanza,

che esistette, che esiste,

che mi amò, sì,

che ancora la amo.

 

 

Pedro Salinas

 

 

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DI UN RESPIRO IMPENETRABILE

TACERE

 

 

Soltanto il contatto,

Sprofondando nell’ignoto ammasso elastico

Di un respiro impenetrabile,

È ciò che ti circonda da ogni parte.

L’aria fra noi assorbe

fino a un’altra corporeità

Le visioni che si stabilizzano non poco.

Tacere è confinare la pelle

Al di là

Di ogni corposità delle parole.

Spiando con forza il mondo

Dietro un vetro che si fa invisibile

 

 

 DISTRATTA 

 

 

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AMABILE VELENO

TEPORE

 

Abbandonami

nel tepore del mio silenzio

affinché mi senta viva.

Al mattino il mio desiderio

è di franare nuovamente nel buio.

Meglio senza sogni.

I pensieri giacciono a terra,

il respiro si fa oscillante.

L’armonia scorre gelida

tra cuore e vene.

Come il più amabile veleno.

Nulla di più chiedo.

Vivere nella silente culla

che non ti appartiene

 

DISTRATTA

 

 

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QUARANT’ANNI

DISTRATTA.

 

E mi ritrovo a quarant’anni

a fare a pugni con i miei danni.

Ogni notte la stessa storia

riemerge quel passato di poca gloria.

Quella bambina che sorrideva felice

risorgerà donna poi

come un’araba fenice.

In questo tempo

ne ho viste di tutti i colori

affrontando poche gioie e parecchi dolori.

Non mi son fatta mancar nulla

credo dai tempi della culla.

E mi rivedo ragazzina.

Era duro alzarsi ogni mattina

quando le amiche dormivano fino a mezzogiorno..

io alle cinque affrontavo il mondo.

IL LAVORO NOBILITA L’UOMO

Mi diceva quel padre bello dal cuore buono.

E così andavo avanti

a denti stretti e muso duro

inconsapevole del mio futuro.

Tanti i miei cambiamenti

di pari passo con i tormenti.

Ho perso due anelli della mia catena

smarriti come monete nella rena.

Quel babbo buono, dolce e onesto

ingoiato dalla notte troppo presto.

Il fratello bello e aitante

è l’altro mio cerchio mancante.

Son cose che ti segnano per sempre

Non le cancelli mai dalla tua mente.

Poi finalmente arriva l’alba chiara

e  della notte resto ignara

guardo mia figlia bella come il sole

e splendide scorrono le ore.

Poi però tornerà ancora notte

e so che col passato

farò di nuovo a botte.

 

 

DISTRATTA ©

 

 

 

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IL SUICIDIO COME FUGA DAL TERRORE

IL SUICIDIO COME FUGA DAL TERRORE 

La persona che ha una così detta "depressione psicotica" e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette "per sfiducia" o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa, raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un’ occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l’altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano "No!" e "Aspetta!" riesce a capire il salto.

Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta.  

(DAVID FOSTER WALLANCE) 

 

 

 

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CINQUE LETTERE

 comandata

 

E’ eccessivamente breve

Ma sorveglia tutto.

Esprime la materia

Il respiro

L’esistenza

L’inscindibile mio essere.

Lo sento come il temperamento del sangue.

Lo respiro come il cielo.

Lo trattengo nella parte più profonda di me

Così come si trattiene un concetto.

Poche cose valgono di più

Per me.

Non è una voce

Ma innegabilmente

Un indefinibile vincolo

Da cinque lettere.

 

 

DISTRATTA

 

 

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ATTRAVERSO ME

ANIMA

 

Statico nel cuore ti tengo.

In un pensiero ti avverto.

Posso sentirti

E questo mi dà energia e coraggio.

Le lacrime che semino per te

Irrigano la terra

raschiando ogni distanza.

Vado avanti io per te

Cosicché attraverso me

Tu vivi

Fratello mio.

Posso piangere o sorridere

Amare o correre

O ridere

Ma questo non è il fine mio.

Sarebbe come trattenere la testa nell’acqua.

Ed io invece ho bisogno di respirare.

E per farlo

al termine della giornata so

Che sono un giorno ancora

Più vicina a te. 

 

 

DISTRATTA

 

 

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VIVERE TE

gardenoffeel 

 

Vivere te

è un cammino morbidamente sinuoso

Uno stempero di colore gravato e corposo

Un ordire assennato di fili di seta

Uno sciogliere nodi d’ingarbugliata matassa.

Vivere te

È proteggere il fuoco dall’acqua

Misurare granelli di niente su bilanciere irrisorio.

E ‘l’indolente planare di gabbiano stanco.

Viverti con infinita leggerezza di piuma.

Come tu fossi maiolica o cristallo finissimo

che al solo guardarti

potresti frantumarti.

 

 

DIS.

 

 

 

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